Florilegio

2016 – 2017

fine-art giclée, 10 images 50 x 75 cm

Florilègio
[dal lat. rinascim. florilegium, flos floris «fiore» e legĕre «cogliere», calco del gr. ἀνϑολογία]
“Nell’Esserci, o se preferite nella nostra coscienza manca sempre qualcosa che può essere o sarà; di questo qualcosa che manca fa parte la sua stessa fine, ovvero la morte.” cit.
Il fiore, simbolo della bellezza e della precarietà dell’esistenza, che per natura fiorisce e, una volta appassito, muore, qui è rappresentato nella piena fioritura, ma strappato dalle radici nella terra, dal legame con la realtà.
Nel gesto consapevole dell’addio, sospeso in una traccia ancora calda di vita vissuta, di vita ancora presente e di inesorabile morte, le corolle esalano quell’ultimo sospiro, quelle ultime parole taciute, accettando (e quasi irridendo) l’anticipazione del proprio destino.
Ad ogni fiore ho voluto legare un brano di un poeta o scrittore suicida nel modo rappresentato…

 

Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche un’infelicità perfetta. (Primo Levi)

A coloro che vanno cercando una definizione di vita, vorrei proporre la seguente: la materia, quando incomincia a soffrire. (Guido Morselli)

Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco, verso il paese dov’è gioia e quiete. (Sergej Esenin)

Aveva alcuni momenti di nudità, in cui sembrava un’anima strappata dal corpo, esitante su un pinnacolo ventoso ed esposta senza protezione a tutte le ventate del dubbio. (Virginia Woolf)